L’autoesclusione dal gioco d’azzardo costituisce uno strumento essenziale di tutela per chi ammette di avere problemi con il gioco. Tuttavia, possono verificarsi situazioni in cui un giocatore, dopo un periodo di pausa e recupero, vuole richiedere la revoca autoesclusione per ritornare a giocare in modo consapevole. In Italia, la modalità di richiesta è disciplinata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e richiede requisiti precisi, tempistiche precise e documentazione necessaria. Comprendere il processo di revoca autoesclusione è fondamentale per chi desidera presentare domanda, dato che non si tratta di una procedura immediata ma di un iter valutativo che necessita attenzione ai dettagli e osservanza delle normative in vigore.
Cos’è l’autoesclusione dal gioco d’azzardo e quando può essere revocata
L’autoesclusione è una misura volontaria attraverso la quale un individuo decide di impedirsi l’accesso alle piattaforme di gioco d’azzardo, sia online che terrestri. Questo strumento è stato introdotto per tutelare i giocatori a rischio e prevenire comportamenti patologici che possono condurre a conseguenze economiche, sociali e psicologiche gravi. In Italia, l’autoesclusione può essere richiesta attraverso il registro online dell’ADM oppure presso i punti vendita terrestri, e implica l’impossibilità di accedere a qualsiasi forma di gioco autorizzato sul territorio nazionale.
La possibilità di richiedere la revoca autoesclusione non è immediata e dipende da condizioni precise fissate dalla normativa italiana. Il legislatore ha previsto un periodo minimo vincolante durante il quale l’autoesclusione non può essere rimossa, proprio per garantire che il giocatore abbia tempo sufficiente per riflettere sulla propria condizione. Questo periodo cambia a seconda della durata dell’autoesclusione selezionata inizialmente, e costituisce una salvaguardia contro decisioni impulsive che potrebbero danneggiare il percorso di recupero avviato.
È importante evidenziare che la procedura di revoca autoesclusione richiede una valutazione attenta da parte delle autorità preposte. Non tutti coloro che inoltrano domanda ricevono automaticamente l’autorizzazione a rientrare nel circuito del gioco. L’ADM esamina ogni richiesta individualmente, verificando che siano stati soddisfatti i requisiti formali e valutando la validità della domanda. Questa attenzione è fondamentale per equilibrare il diritto individuale alla libera scelta con la necessità di tutelare i soggetti fragili da ricadute nel gioco problematico.
Requisiti e tempistiche per richiedere la rimozione autoesclusione
Per poter presentare una richiesta di revoca autoesclusione è necessario prima di tutto aver concluso il periodo minimo vincolante di esclusione. Questo periodo cambia in base alla durata inizialmente selezionata dal giocatore al momento dell’iscrizione al registro: per autoesclusioni a breve termine il periodo minimo può essere di sei mesi, mentre per quelle più lunghe possono essere richiesti anche tre o cinque anni. Durante questo tempo, il giocatore non può accedere a nessuna piattaforma di gioco legale in Italia, né online né presso sale fisiche o punti vendita autorizzati.
Oltre al requisito di tempo, esistono condizioni concrete che devono essere rispettate. Il richiedente deve dimostrare di aver risolto le difficoltà che lo avevano portato all’autoesclusione spontanea, presentando eventualmente documentazione che attesti un percorso di cura o di supporto psicologico. L’ADM valuta anche l’assenza di nuove alert o tentativi di accesso illecito ai servizi di gioco durante il periodo di esclusione, considerando questi elementi come segnali della serietà della richiesta e della reale capacità del soggetto di controllare responsabilmente il gioco.
Periodo minimo di autoesclusione vincolante
La normativa italiana stabilisce periodi minimi vincolanti diversi a seconda della tipologia di autoesclusione selezionata inizialmente. Per le autoesclusioni a breve termine, il periodo minimo prima di poter richiedere la revoca autoesclusione è generalmente di sei mesi, mentre per quelle a medio termine si estende a uno o due anni. Le autoesclusioni a lungo termine, invece, necessitano un periodo di almeno tre anni prima che possa essere valutata qualsiasi domanda di reinserimento nel sistema di gioco.
Questi periodi non sono arbitrari ma corrispondono a criteri scientifici collegati al recupero da comportamenti compulsivi. Gli studi sul gioco d’azzardo patologico evidenziano che un periodo sostanziale di astinenza è necessario per permettere al giocatore di ristabilire un rapporto sano con il denaro e con le attività di gioco. Durante questo tempo obbligatorio, molti giocatori intraprendono percorsi terapeutici o partecipano a gruppi di supporto, elementi che possono rafforzare positivamente la loro eventuale richiesta futura di ritorno controllato.
Documenti necessari per la richiesta
La domanda di revoca autoesclusione deve essere accompagnata da una documentazione completa e precisa. I documenti essenziali includono un documento d’identità valido, il codice fiscale, e una dichiarazione motivata che illustri le ragioni della richiesta. Quest’ultima deve essere approfondita e convincente, illustrando il percorso personale compiuto durante il periodo di autoesclusione e le ragioni per cui il richiedente ritiene di poter tornare a giocare in modo consapevole.
In molti casi, viene richiesto anche un certificato medico o una relazione di uno psicologo o psichiatra che attesti il superamento delle difficoltà collegate al gioco. Questo documento deve essere redatto da professionisti iscritti agli ordini competenti e deve includere informazioni specifiche sul percorso terapeutico eventualmente seguito. Alcuni richiedenti allegano anche attestati di partecipazione a programmi di sostegno come i Giocatori Anonimi, che provano un impegno concreto verso il recupero e la gestione consapevole del proprio rapporto con il gioco.
Condizioni per l’accettazione della revoca
L’accettazione della richiesta di revoca autoesclusione non è scontata e dipende da una valutazione globale della situazione del richiedente. L’ADM controlla innanzitutto che siano passati i periodi minimi obbligatori e che tutta la documentazione sia esaustiva e in regola. Successivamente, viene svolta un’analisi più dettagliata che valuta la motivazione della domanda, l’eventuale percorso di cura seguito, e l’assenza di comportamenti a rischio durante il periodo di esclusione.
Un criterio fondamentale è la dimostrazione di un cambiamento reale nelle condizioni che avevano portato all’autoesclusione iniziale. Le autorità valutano con particolare attenzione se il richiedente ha sviluppato strumenti adeguati per gestire il gioco in modo responsabile, se ha sanato eventuali problemi economici pregressi, e se ha di una rete di supporto sociale e famigliare. In caso di dubbi sulla reale capacità del soggetto di gestire il proprio comportamento di gioco, la richiesta può essere rifiutata o posticipata a un momento successivo.
Come presentare la domanda di rimozione dell’autoesclusione
La presentazione della domanda di revoca autoesclusione rispetta un iter procedurale preciso che deve essere osservato scrupolosamente. Il primo passo consiste nell’accedere al portale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli usando le credenziali SPID o CIE, gli stessi strumenti con cui eventualmente era stata realizzata l’iscrizione iniziale al registro degli esclusi. È essenziale compilare il modulo online dedicato indicando tutti i dati richiesti in modo preciso e esaustivo, poiché errori o omissioni possono causare il rigetto automatico della pratica.
Dopo aver terminato la compilazione digitale, è necessario caricare sulla piattaforma tutti i documenti necessari in formato digitale, assicurandosi che siano leggibili e conformi ai requisiti tecnici specificati. In alcuni casi, può essere necessario l’invio di documentazione fisica tramite raccomandata A/R presso gli uffici territoriali dell’ADM preposti per residenza. È consigliabile conservare copia di tutta la corrispondenza e delle ricevute di invio, poiché potrebbero essere utili in caso di verifiche o chiarimenti futuri durante l’istruttoria della pratica.
- Accesso al portale ADM con SPID o Carta d’Identità Elettronica
- Compilazione del modulo online per la richiesta di reinserimento
- Caricamento dei documenti d’identità in formato digitale valido
- Inserimento della dichiarazione giustificativa con spiegazione del percorso personale
- Inserimento di eventuali certificazioni mediche o psicologiche richieste
- Invio della domanda e ricezione del protocollo di conferma
Una volta terminato l’invio, il sistema genera un numero di protocollo che deve essere conservato per tracciare lo stato della pratica. È possibile verificare l’avanzamento della richiesta accedendo periodicamente alla propria area riservata sul portale ADM. Durante l’iter istruttorio, le autorità potrebbero richiedere integrazioni di documenti o chiarimenti: in tal caso, il richiedente otterrà comunicazioni formali tramite PEC o raccomandata, e dovrà rispondere tempestivamente per evitare l’archiviazione della domanda per mancata cooperazione.
Tempi di elaborazione e risposta dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
I tempi di elaborazione per una richiesta di revoca autoesclusione variano considerevolmente a seconda della complessità del caso e del carico di lavoro degli uffici preposti. In linea generale, l’ADM impiega tra i 60 e i 90 giorni lavorativi per concludere l’istruttoria e dare una risposta finale. Questo periodo può allungarsi qualora siano richieste verifiche aggiuntive, richieste di integrazione di documenti, o consultazioni con altri enti impegnati nella tutela dei giocatori a rischio.
Durante questo periodo, il richiedente rimane iscritto al registro degli esclusi e non può accedere a nessuna forma di gioco d’azzardo autorizzato. La risposta dell’ADM viene trasmessa formalmente attraverso canali ufficiali, solitamente tramite PEC all’indirizzo specificato nella domanda o mediante raccomandata A/R presso il domicilio indicato. In caso di esito positivo, la procedura di revoca autoesclusione diventa effettiva dopo alcuni giorni dalla comunicazione formale, tempo necessario per aggiornare tutti i database dei concessionari di gioco e cancellare il nominativo del richiedente dalle liste di esclusione.
Differenze tra autoesclusione online e terrestre
L’autoesclusione può riguardare esclusivamente il gioco online, esclusivamente quello fisico presso punti vendita e sale da gioco, oppure ambedue le modalità contemporaneamente. Queste diverse tipologie implicano procedure leggermente diverse anche per quanto riguarda la richiesta di revoca autoesclusione successiva. L’autoesclusione online blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco digitale autorizzate in Italia, mentre quella terrestre interessa casinò, sale bingo, agenzie di scommesse e punti vendita autorizzati per apparecchi da gioco.
| Caratteristica | Autoesclusione Online | Autoesclusione Fisica |
| Ambito di applicazione | Piattaforme digitali e siti di gioco autorizzati ADM | Sale gioco, casinò, agenzie scommesse, punti vendita |
| Modalità di richiesta iniziale | Esclusivamente online tramite portale ADM con SPID | Presso punti vendita o uffici ADM territoriali |
| Controllo dell’esclusione | Automatico tramite verifica database centrale | Controllo visivo del personale e verifica documenti |
| Procedura di rimozione | Domanda online con documentazione digitale | Domanda mista (online o cartacea) secondo competenza territoriale |
| Tempi di attivazione rimozione | Solitamente 3-5 giorni lavorativi dopo approvazione | Fino a 15 giorni per aggiornamento liste fisiche |
Le differenze di procedura si riflettono anche sui tempi tecnici di attivazione dopo l’approvazione della richiesta. Per il gioco online, una volta ricevuta l’autorizzazione alla revoca autoesclusione da parte dell’ADM, il sistema informatico centralizzato viene modificato rapidamente, consentendo al giocatore di accedere nuovamente alle piattaforme digitali nel giro di pochi giorni. L’aggiornamento dei database è automatizzato e coinvolge simultaneamente tutti i concessionari di gioco online attivi in Italia.
Nel caso dell’autoesclusione terrestre, invece, i tempi possono essere più lunghi poiché l’aggiornamento deve interessare materialmente tutti i punti vendita e le strutture di gioco sul territorio. Ogni esercizio deve modificare le proprie liste di controllo e formare il personale affinché non blocchi più l’accesso al soggetto precedentemente escluso. Questa complessità logistica spiega perché la tempistica per il ripristino completo dell’accesso alle sale fisiche possa richiedere anche due settimane dall’autorizzazione ufficiale dell’ADM.
Cosa fare se la richiesta di revoca viene respinta
Il rifiuto di una domanda di revoca autoesclusione può accadere per diverse ragioni, tra cui la mancata compilazione di tutti i campi necessari, l’insufficienza della documentazione presentata, il mancato decorso del periodo minimo vincolante, o la valutazione negativa delle condizioni personali del richiedente. In caso di rifiuto, l’ADM comunica formalmente le motivazioni specifiche che hanno portato alla decisione negativa, consentendo al richiedente di capire quali aspetti devono essere migliorati o corretti.
A seguito di un diniego, il richiedente ha diverse opzioni. La prima si basa nell’attendere un periodo ulteriore e ripresentare la domanda dopo aver risolto le lacune segnalate dall’ADM, completando la documentazione mancante o concludendo eventuali percorsi terapeutici necessari. In alternativa, è possibile presentare un ricorso amministrativo contro la decisione negativa, seguendo le procedure stabilite dalla normativa amministrativa italiana e rispettando i termini tassativi fissati per legge. È consigliabile, in questi casi, farsi assistere da un professionista esperto in diritto amministrativo per massimizzare le possibilità di successo del ricorso e assicurare il rispetto di tutti gli adempimenti necessari richiesti.
Alternative e supporto per il gioco responsabile
Prima di procedere con una richiesta di revoca autoesclusione è fondamentale riflettere approfonditamente sulle motivazioni che portano a voler tornare a giocare. Esistono numerose alternative e strumenti di supporto che possono assistere chi ha affrontato problemi con il gioco a mantenere un rapporto sano e gestito con questa attività. I servizi territoriali per le dipendenze (SerD) forniscono consulenze gratuite e percorsi terapeutici specifici per il gioco d’azzardo patologico, dando supporto psicologico professionale e strumenti concreti per la gestione delle situazioni a rischio.
Organizzazioni come Giocatori Anonimi Italia propongono gruppi di mutuo aiuto dove scambiare esperienze e strategie di gestione con persone che hanno affrontato problematiche simili. Inoltre, molti concessionari di gioco mettono a disposizione strumenti di gioco responsabile come limiti di deposito, autolimitazioni temporali, e alert che segnalano comportamenti potenzialmente a rischio. Prima di considerare il rientro nel circuito del gioco, è fondamentale aver sviluppato solide competenze di autocontrollo, aver ricostruito una stabilità economica e personale, e avere di una rete di supporto famigliare e sociale che possa intervenire tempestivamente in caso di sintomi di ricaduta nel gioco patologico.



